Le tre caratteristiche delle case del futuro

Lo sviluppo dell’architettura domestica ha consentito, già in questi anni, l’immissione nei nostri appartamenti di vere e proprie rivoluzioni copernicane del sistema edilizio e immobiliare. Abitazioni sempre più green, ecologiche e hi-tech sembrano essere quindi ciò che nel futuro ci aspetta, con delle chiare connotazioni che sembrano venire da un film avveniristico ma che, tra non troppo, potremmo guardare e vivere tranquillamente dai nostri divani.

La casa del futuro sarà totalmente ecosostenibile.

È il primo obiettivo, quello comune un po’ a tutte le industrie e il pilastro di ogni vera e propria sfida nel rispetto dell’ecologia: rendere anche le nostre case perfettamente ecofriendly è ad oggi uno tra i più grandi obiettivi verso cui verte l’attenzione. Non si tratta di una scelta semplicemente etica ma di una vera e propria necessità; vanno in questa direzione gli sforzi di chi sta cominciando a pianificare la possibilità di costruire interi edifici con materiali alternativi quali, per esempio, la canapa. L’edilizia dovrà studiare varie alternative, infatti, per poter ottemperare alle direttive dell’Unione Europea, tutte volte alla realizzazione di costruzioni compatibili con l’ambiente circostante.
A tal pro esistono già delle visioni che, nel futuro, calcolano la possibilità di costruire materiali che sostituiscano quelli attualmente operati: bambù al posto dell’acciaio, arredi in mais e barbabietola, il lino e la terra ingredienti fissi all’interno dei modelli costruttivi.

Costruzioni che migliorano l’efficienza energetica.

Tutti gli sforzi vanno verso un acronimo inglese, NZEB che sta a significare Nearly Zero Energy Building (edifici a energia quasi zero). All’interno di questa categoria troviamo tutti gli sforzi atti a metter su questi elevati standard di efficienza energetica, indispensabili nel futuro. Si tratta di costruzioni basate sulla generazione di energia da fonti rinnovabili in maniera quasi totale, con una riduzione minima dell’impatto ambientale.
I consumi più bassi deriverebbero quindi dall’installazione di attrezzature realizzate con materiali più efficienti: il legno come materiale basilare per creare installazioni, il riciclaggio come parte integrante del processo produttivo, il rifiuto di ogni tipo di composto chimico o vernice che possa contribuire a processi quali il surriscaldamento globale o l’inquinamento atmosferico.

La domotica e il suo sviluppo come parte integrante del futuro.

Un’altra idea molto chiara – e sulla quale già si vedono i primi passi – è quella di realizzare delle case capaci di “dialogare” con chi le abita. Una tecnologia sempre più su misura delle persone, tra fornelli che capiscono i cibi e li cucinano a seconda dei gusti, frigoriferi che raffreddano ogni alimento secondo le sue proprietà, lavatrici a basso consumo d’acqua, asciugacapelli che si adattano al cuoio capelluto su cui operano e non solo: il futuro della casa è tutto in divenire.
In tal proposito, la casa del futuro dovrà essere un sistema capace di resistere alle intemperie e alle problematiche legate al surriscadalmento globale e dovrà quindi, esternamente così come internamente, captare i mutamenti del clima e resistere alle calamità naturali. Proprio per questo le abitazioni dovranno essere smart sia esternamente che internamente, soprattutto nei confronti degli abitanti più in difficoltà e decisamente meno capaci di affrontare eventuali problematiche impreviste. Ciò fornirà un aiuto anche per chi, a distanza, potrà controllare tranquillamente lo stato interno dell’abitazione tramite la rete e il proprio remote control tramite smartphone.